BUILDING INFORMATION MODELING.
TRANSIZIONE AL PROGETTO IN BIM

Sempre più spesso si sente parlare di Building Information Modeling, ma esattamente di cosa si tratta?
In questo articolo cercheremo di dare risposta alle più comuni domande di chi si affaccia per la prima volta al vasto argomento del Building Information Modeling. Dal progettista all’impresa costruttrice fino al committente capiremo cos’è il BIM, chi sono le figure preposte, e quali sono i vantaggi della sua applicazione.

Cos’è il BIM?

BIM è l’acronimo per Building Information Modeling, ovvero un processo in cui diverse figure specialistiche collaborano nello sviluppo di un modello tridimensionale al quale sono associate delle informazioni.

Quando ci si rivolge a un progettista per la realizzazione di un nuovo intervento, il procedimento consolidato prevede la consegna al cliente di disegni bidimensionali (piante, sezioni, prospetti) che descrivono il progetto architettonico, strutturale e impiantistico nelle varie scale di rappresentazione. Questo tipo di metodo progettuale è spesso poco efficiente, contiene errori e manca di numerose informazioni. Per fare un semplice esempio, si pensi alla rappresentazione di un muro definito da due linee parallele. All’interno com’è composto? Quali sono i valori di conduttività termica dei diversi strati? Chi è il produttore dell’isolante? Questi sono solo alcuni semplici esempi di informazioni che il tradizionale metodo di lavoro difficilmente permette di integrare all’interno degli elaborati abitualmente prodotti.

Il building information modeling è l’evoluzione del tradizionale processo progettuale e costruttivo, dove semplici disegni bidimensionali vengono sostituiti da un modello tridimensionale dell’edificio. Si tratta di un database (contenitore di dati) all’interno del quale ad ogni componente del modello (muri, solai, e tutti gli elementi di cui è composto l’edificio) vengono associate delle informazioni. Da qui la “I” dell’acronimo BIM. Queste informazioni identificano in modo univoco l’elemento e vengono messe a disposizione di tutte le figure professionali coinvolte nel progetto. Progettisti, strutturisti e impiantisti collaborano contemporaneamente all’interno dello stesso ambiente di lavoro virtuale.
Ne conseguono notevoli vantaggi: dalla gestione delle fasi di lavoro in cantiere, alla prevenzione di possibili “interferenze” tra le diverse lavorazioni. La condivisione delle competenze è dunque finalizzata ad una efficace riduzione delle problematiche che si possono presentare in cantiere durante la pianificazione dello stesso.

Diffusione del Building Information Modeling in Italia

Il metodo BIM si sta lentamente facendo largo negli studi di progettazione, grazie anche alla recente normativa nazionale, che con il D.M. 560 del 1/12/2017, introduce entro il 2025 l’obbligatorietà della progettazione informativa per tutte le opere pubbliche.
Il quadro sintetico del D.M. 560 ci dice che il BIM sarà d’obbligo:

  • Dal 1° gennaio 2019 per lavori di importo pari o superiore a 100 milioni di euro;
  • Dal 1° gennaio 2020 per lavori di importo pari o superiore a 50 milioni di euro;
  • Dal 1° gennaio 2021 per lavori di importo pari o superiore a 15 milioni di euro;
  • Dal 1° gennaio 2023 per lavori di importo pari o superiore a 1 milione di euro;
  • Dal 1° gennaio 2025 per lavori di importo inferiore a 1 milione di euro.

Nonostante la normativa parli di grandi numeri legati agli appalti pubblici, è necessario sensibilizzare committenza e progettisti per l’applicazione del building information modeling anche in ambito privato.
Con il Building Information Modeling non si parla dell’acquisto di un nuovo software, bensì di un cambiamento culturale che influenza lo sviluppo di un progetto, partendo dall’idea preliminare, fino alla gestione dell’opera, indipendentemente dall’entità.
Questo processo richiede tempo e risorse ed è per questo che, ad oggi, la progettazione informativa viene applicata quasi esclusivamente dalle realtà che si relazionano con le pubbliche amministrazioni e di rado nelle opere di piccola entità.

I vantaggi del BIM nell’edilizia privata

Quando si parla di Building Information Modeling solitamente si fa riferimento alle grandi opere, ma può questo innovativo processo progettuale trovare applicazione anche nei casi di edilizia privata?

A fronte di costi leggermente superiori, i vantaggi di un progetto in BIM sono molteplici:

  • Computazione e controllo preciso dei costi;
  • Programmazione delle fasi di cantiere e ottimizzazione dei tempi;
  • Individuazione delle interferenze in fase di progetto;
  • Conoscenza delle caratteristiche dei materiali usati (marca, produttore, valori di resistenza al fuoco, parametri per il calcolo delle prestazioni termiche ecc…);

MA SOPRATTUTTO

  • Un modello BIM accurato e completo di tutte le informazioni consente di ottimizzare i processi produttivi e la gestione del cantiere, evitando errori, sprechi e conseguenti aumenti di costi per la committenza.

Il Building Information Modeling è un metodo di progettazione che interessa universalmente il progettista, l’impresa esecutrice e la committenza, i quali, al termine delle lavorazioni, rimangono in possesso di un prezioso strumento: il BIM model con il suo database interno.

Che si tratti di una grande opera o di una singola abitazione, ciò che viene consegnato è una precisa scheda anagrafica del fabbricato, una vera e propria radiografia che permette, per qualsiasi necessità, un intervento mirato di manutenzione e una rapida individuazione dei problemi (si immagini semplicemente di conoscere con precisione la composizione di un muro o la posizione delle tubazioni idrauliche).
Altro fattore caratterizzante della progettazione BIM (oggetto di approfondimento in un prossimo articolo) è la possibilità di redigere un piano di monitoraggio dell’opera. Conoscendo le caratteristiche del fabbricato, dei materiali e degli impianti di cui è composto, è infatti possibile programmare gli interventi di manutenzione per l’intero ciclo di vita dell’edificio!

Sei un progettista e ti stai chiedendo se conviene investire tempo e denaro per passare al Building Information Modeling?

La transizione dal CAD tradizionale alla gestione informativa del progetto è iniziata e nell’arco di pochi anni diventerà, con molta probabilità, il nuovo standard.

Interferenza modello BIM

Simpatico esempio di “interferenza”

Il flusso di lavoro BIM permette di dedicare più tempo alla progettazione, sperimentando soluzioni differenti pur mantenendo costantemente il controllo del progetto. Trattandosi di un modello tridimensionale, è possibile generare automaticamente un numero teoricamente infinito di sezioni per studiare, parallelamente a piante e prospetti, la soluzione migliore, evitando banali errori di distrazione.

Certo non è tutto oro quel che luccica infatti, ad oggi, in alcuni casi il building information modeling presenta carenze, lato software, che verranno però colmate con i continui aggiornamenti dei programmi. I principali software BIM sono sviluppati principalmente per gestire progetti di nuove costruzioni, mentre, per la disciplina del restauro, a mio avviso, c’è ancora del lavoro da fare. In quest’ultimo caso l’ambiente CAD al quale siamo abituati risulta più versatile, ma va evidenziato che anche i principali software per il building information modeling, permettono un editing bidimensionale (2d) piuttosto intuitivo, che permette un approccio più “rassicurante” a chi decide di fare il grande passo.

Se sei interessato a coprire un ruolo all’interno del processo BIM il primo passo è la formazione. Si trovano molti corsi online, ma se la tua sede di lavoro si trova in provincia di Padova o Venezia ti consiglio il percorso proposto da Graitec Group. Graitec è platinum partner di Autodesk, offre la possibilità di effettuare la certificazione ICMQ, ma cosa più importante i corsi si svolgono tramite lezione frontale con professionisti del settore.

Nel frattempo…

Affidati a un BIM Specialist!

E’ così che la normativa UNI 11337 definisce la figura professionale che si occupa di realizzare concretamente il modello BIM. La normativa rilasciata nel gennaio 2017 è suddivisa in dieci parti atte a regolamentare la gestione del processo informativo, la documentazione amministrativa e le figure professionali coinvolte.
In particolare, la settima parte tratta i “Requisiti relativi all’attività professionale delle figure coinvolte, nella gestione e nella modellazione informativa”, stabilendo pertanto chi sono i professionisti preposti allo sviluppo del modello e quali compiti svolgono.

Queste figure, di seguito elencate a partire dall’apice della piramide gerarchica, vengono identificate come Bim Manager, Bim Coordinator e Bim Specialist.

building information modeling

BIM Manager
E’ la figura che si occupa di coordinare e gestire il progetto BIM organizzando l’intero processo. Il suo compito è infatti quello di garantire un corretto approccio alla modellazione, sia dal punto di vista della costruzione del modello, sia per quanto concerne l’integrazione dei dati all’interno dello stesso. È la figura che definisce la piattaforma BIM, i formati d’interscambio e le regole che i team di progettazione devono rispettare. Coordina dunque le varie figure che prendono parte allo sviluppo del modello e garantisce al cliente la corretta finalizzazione del progetto.

BIM Coordinator
A differenza del BIM Manager, il Coordinator, come suggerisce il nome, ha il compito di supervisionare e coordinare i BIM Specialist. conosce il software e assicura la verifica delle impostazioni di progetto e le attività di comunicazione tra gli Specialist.

BIM Specialist
Ha il compito di costruire il modello e inserire le informazioni al suo interno mediante l’utilizzo dei software BIM. Per questo, padroneggia il software e si suddivide in due macrocategorie: specialist for infrastructure e specialist for building. La seconda categoria raggruppa le tre discipline relative al progetto architettonico, ovvero lo specialist per la modellazione architettonica, specialist per la modellazione strutturale e specialist per la modellazione impiantistica. Oltre all’introduzione dei dati, il BIM Specialist si occupa anche dell’analisi tecnica e di tutta la documentazione relativa al progetto (estrapolazione di quantità e caratteristiche tecniche del modello).

Perciò, se stai valutando di progettare la tua opera in BIM, affidati ai professionisti del settore, affidati ad un BIM specialist certificato ICMQ!
Se vuoi saperne di più in merito ai servizi che offro come Specialist, consulta la pagina dei servizi!

Le dimensioni del Building Information Modeling

Cosa sono le dimensioni del Building Information Modeling?

Fin ora si è parlato del BIM introducendo argomenti che trattano di costi, tempi, manutenzione e modelli 3D. Ma tutto questo a cosa fa riferimento?

La modellazione “Bim based” è fondata su cinque “dimensioni” ognuna delle quali definisce un argomento specifico: modellazione, gestione dei tempi, costi di realizzazione, controllo e monitoraggio dell’opera, valutazione della sostenibilità. Le dimensioni del BIM quindi, come esplicate dalla normativa, aiutano a comprendere l’utilità e il processo stesso della modellazione informatizzata.
Vediamole nel dettaglio:

BIM 3D
Concettualmente la più semplice, la dimensione 3D comprende la costruzione virtuale del fabbricato. La modellazione avviene per tutti gli stati dell’opera: nel caso di una ristrutturazione, dunque, stato di fatto e di progetto. L’abbinamento alla restituzione grafica della metodologia “SCAN to BIM” (modellazione dalla nuvola di punti acquisita mediante rilievi laser scanner) aumenta l’accuratezza del modello 3D, garantendo il controllo e la precisione del progetto.

BIM 4D
La dimensione 4D si può semplificare come “gestione del tempo”. In questa fase viene redatto il cronoprogramma e il costruttore ha la possibilità, grazie al modello 3d, di organizzare e ottimizzare il cantiere e le maestranze, evitando interferenze tra lavorazioni e stimando con accuratezza le tempistiche di realizzazione.

BIM 5D
La quinta dimensione consente, grazie al progetto informatizzato, di prevedere e gestire i costi di realizzazione, associando agli elementi che compongono il modello 3d ad una voce di costo. Si immagini quindi la possibilità di simulare diversi scenari a seconda degli elementi costitutivi del fabbricato (tipo di impianti, finiture, ecc..).

BIM 6D
La sesta dimensione è ad oggi tra le più importanti e attuali. Si tratta della manutenzione e gestione dell’opera sotto tutti i diversi aspetti: componenti edili, meccanici e impiantistici. Avendo precisi abachi dei vari elementi costitutivi del fabbricato, è possibile definire un piano di monitoraggio, prevederne il degrado e quindi provvedere tempestivamente alla manutenzione.

BIM 7D
La settima fase mira all’ottimizzazione dal punto di vista energetico. Il modello 3d viene utilizzato per effettuare un’analisi energetica stimando i consumi dell’opera. Questo dà la possibilità ai progettisti di definire la migliore soluzione tecnica da adottare, al fine di costruire un fabbricato quanto più possibile eco sostenibile.

Siamo arrivati alla conclusione di questo primo momento di trattazione del vasto argomento del Building Information Modeling. Argomento di ampio respiro che in questa occasione è stato soltanto introdotto, ma che verrà affrontato in successivi articoli approfondendone i diversi aspetti.

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