Descrizione Progetto

DATI PROGETTO

STATO

Concorso

PROGETTO ARCHITETTONICO

Arch.tti Gianpietro Ragona, Claudia Ceccarello

TIPOLOGIA

Scuola dell’infanzia / nido 0-5 anni

LOCALITA’

Mozambico | distretto di Xai-Xai

ANNO

2019

MOZAMBIQUE PRESCHOOL

Il concorso invita a riflettere sul tema della scuola in Africa, per la precisione in Mozambico, una zona caratterizzata da una forte povertà materiale, tecnologica e civica, dove l’istruzione assume un ruolo fondamentale per il progresso del paese. L’area semi-desertica, caratterizzata dalla tipica terra rossa e una ricca vegetazione tropicale, lascia spazio alla sperimentazione guidata dalle risorse e caratteristiche proprie del luogo.

L’asilo nido è il luogo dove i bambini hanno il loro primo contatto con il mondo esterno e dove comincia il loro percorso educativo. E’ essenziale pertanto che essi si trovino in un posto accogliente che li faccia sentire come a casa. Il progetto si sviluppa a partire dall’ingresso, un grande atrio di forma circolare dove i bambini sono liberi di giocare. Questo spazio è il fulcro dell’edificio. Al centro infatti, si trova la cisterna per la raccolta dell’acqua piovana, che viene recuperata per caduta grazie alla copertura circolare ad impluvium per poi essere distribuita ai locali di servizio tramite un sistema di pompaggio. L’acqua diventa strumento essenziale per l’autosufficienza dell’edificio durante la stagione delle piogge e allo stesso tempo motivo di gioco per i bambini.

Considerata la topografia del sito, che presenta un dislivello di tre metri, l’edificio si sviluppa lungo la parte più alta definendo il perimetro per le attività dei bambini, e quindi uno spazio delimitato sicuro.

Il terreno recuperato dallo scavo della cisterna viene riutilizzato come riporto per diminuire il dislivello del giardino. La destinazione d’uso richiesta per il progetto ha dettato la scelta di sviluppare l’intera superficie costruita su di un unico livello, garantendo così piena accessibilità anche ai disabili.

Gli uffici, la dispensa, la cucina e gli ambienti di servizio sono collocati nell’ala sud dell’edificio e hanno accessi privati al fine di non interferire con le attività dei bambini garantendo la sicurezza degli stessi.

Le sei classi sono progettate con finestre e arredi a misura di bambino per stimolare il gioco in un ambiente sicuro. Le partizioni mobili in legno permettono all’occorrenza di unire le classi a due a due definendo un unico grande spazio. Il corridoio che unisce le classi è direttamente affacciato al cortile, favorendo l’interazione con la natura e l’ambiente esterno.

La condizione di forte povertà dei luoghi ha dettato le scelte materiche del progetto, prediligendo l’uso di materiali locali. I materiali previsti infatti sono tutti reperibili nel territorio e di comune utilizzo da parte degli abitanti locali. Le strutture in elevazione sono in mattoni autoprodotti con il terreno locale, CEB (compressed earth blocks), mentre le strutture di copertura sono in legno e lamiera grecata.

La struttura in legno separa la lamiera di copertura dall’edificio, garantendo così la ventilazione naturale e la protezione degli spazi interni dalla alte temperature presenti all’equatore. Data la collocazione geografica del sito di progetto e l’assenza di collegamenti, sulla copertura sono collocati dei pannelli fotovoltaici per permettere l’autosufficienza elettrica dell’edificio durante le ore diurne di attività.

DETTAGLI PROGETTO

STATO

Concorso

PROGETTO ARCHITETTONICO

Arch.tti Gianpietro Ragona, Claudia Ceccarello

TIPOLOGIA

Scuola dell’infanzia / nido 0-5 anni

LOCALITA’

Mozambico | distretto di Xai-Xai

ANNO

2019

DESCRIZIONE PROGETTO

Il concorso invita a riflettere sul tema della scuola in Africa, per la precisione in Mozambico, una zona caratterizzata da una forte povertà materiale, tecnologica e civica, dove l’istruzione assume un ruolo fondamentale per il progresso del paese. L’area semi-desertica, caratterizzata dalla tipica terra rossa e una ricca vegetazione tropicale, lascia spazio alla sperimentazione guidata dalle risorse e caratteristiche proprie del luogo.

L’asilo nido è il luogo dove i bambini hanno il loro primo contatto con il mondo esterno e dove comincia il loro percorso educativo. E’ essenziale pertanto che essi si trovino in un posto accogliente che li faccia sentire come a casa. Il progetto si sviluppa a partire dall’ingresso, un grande atrio di forma circolare dove i bambini sono liberi di giocare. Questo spazio è il fulcro dell’edificio. Al centro infatti, si trova la cisterna per la raccolta dell’acqua piovana, che viene recuperata per caduta grazie alla copertura circolare ad impluvium per poi essere distribuita ai locali di servizio tramite un sistema di pompaggio. L’acqua diventa strumento essenziale per l’autosufficienza dell’edificio durante la stagione delle piogge e allo stesso tempo motivo di gioco per i bambini.

Considerata la topografia del sito, che presenta un dislivello di tre metri, l’edificio si sviluppa lungo la parte più alta definendo il perimetro per le attività dei bambini, e quindi uno spazio delimitato sicuro.

Il terreno recuperato dallo scavo della cisterna viene riutilizzato come riporto per diminuire il dislivello del giardino. La destinazione d’uso richiesta per il progetto ha dettato la scelta di sviluppare l’intera superficie costruita su di un unico livello, garantendo così piena accessibilità anche ai disabili.

Gli uffici, la dispensa, la cucina e gli ambienti di servizio sono collocati nell’ala sud dell’edificio e hanno accessi privati al fine di non interferire con le attività dei bambini garantendo la sicurezza degli stessi.

Le sei classi sono progettate con finestre e arredi a misura di bambino per stimolare il gioco in un ambiente sicuro. Le partizioni mobili in legno permettono all’occorrenza di unire le classi a due a due definendo un unico grande spazio. Il corridoio che unisce le classi è direttamente affacciato al cortile, favorendo l’interazione con la natura e l’ambiente esterno.

La condizione di forte povertà dei luoghi ha dettato le scelte materiche del progetto, prediligendo l’uso di materiali locali. I materiali previsti infatti sono tutti reperibili nel territorio e di comune utilizzo da parte degli abitanti locali. Le strutture in elevazione sono in mattoni autoprodotti con il terreno locale, CEB (compressed earth blocks), mentre le strutture di copertura sono in legno e lamiera grecata.

La struttura in legno separa la lamiera di copertura dall’edificio, garantendo così la ventilazione naturale e la protezione degli spazi interni dalla alte temperature presenti all’equatore. Data la collocazione geografica del sito di progetto e l’assenza di collegamenti, sulla copertura sono collocati dei pannelli fotovoltaici per permettere l’autosufficienza elettrica dell’edificio durante le ore diurne di attività.